+Trash & Desperate Living+
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Malattia renale.
Devo rimanere in casa per un tempo ancora non especifico, ma che mi sembra sarà più lungo di quello che mi aspettavo, forse fino alla fine dell'estate ha detto il medico. Sì, sono malato un'altra volta, una malattia renale adesso. Rimango a casa mia senza fare niente di nulla, anzi guardando la TV, ascoltando i CD, leggendo un romanzo e collegandomi a internet (certamente nulla da fare). Mi annoio profondamente, fuori ci son 34 gradi ed io preferirei buttarmi via sui marciapiedi di Madrid a camminare fino che i piedi mi faranno male, e così sentire che sto vivo, che non somo morto ancora. c'è qualcosa di triste in questa situazione, un stato di necessità permanente, affettivo, di tenereza anche sentimentale ed amoroso. Ho bisogno di un forte abbraccio, sentire un corpo che mi stringe, una bocca che mi bacia... Mi accontenterò con pocco, comunque a me basta con guardare i miei fiori e le mie piante, pensando che presto sarò guarito. Sarà perché senza speranza non si va avanti mai.

i torroncini mi uccidono.
Poche ore fa stavo nel bar con una tazza bollente di caffè tra le mani e guardavo la Tv distratto, prima per scaldare il mio corpo e poi per uccidere il tempo da non pensare più alla mia solitudine , quando la pubblicità attirò la mia attenzione. Nello schermo c'era un uomo vendendo qualcosa da regalare: un profumo per donna, un giocattolo lettronico, o forse dei torroncini. L'uomo era babbo natale, nudo ma inconfondibile con la sua barba bianca. Come sono cambiate le cose da quando ero un bambino!. Mi ho sentito troppo vecchio ancora una volta... non c'e tempo, non ho tempo già. beh! comunque buon natale a tutti.
Natale: Festa piena di allegria finta che nasconde solitudine e dolore. A me sembra tristissima.
gioccare a vivere, essere un sasso.
Stavo ascoltando alla Pausini: I canto. E pensovo che anch'io forse vorrei cantare... era come un brivido inaspettato, un'onda emotiva che, improvvisamente, mi ha travolto. Certo che la Pausini non mi va, ma era da tanto che non ascoltavo musica italiana. Erano già mesi che non guardavo RAI (dalla TV satellitare, si capisce, io abito a Madrid), che non leggevo La Repubblica, né Il Corriere (nemmeno l'Unità) sullo schermo del mio computer, che non parlovo con cualque italiano perduto in questa bruta città, che non scrivevo delle parole, che non mi avvicinavo a questo mio stupido blog... Gioccare a vivere è così difficile però per quelli che stanno morti. Un giorno si muore e poi si dimentica tutto, è inevitabile. Non si sa niente più, non si può sapere mai, anzi, non si vuole, e così lasciamo tutti indietro, corpo ed anima, e diventiamo malinconichi ma soltanto a metà. Un giorno a l'improviso qualcuno accende la Tv (quella terrestre anche se digitale) ed allora la Pausini sta cantando I canto, stranamente lo fa in italiano, cioè, qui in Spagna sempre canta in spagnolo, e non solo Laura Pausini, la fanno anche Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro e tanti altri. Quindi suona la musica e il cuore che ormai non batteva, comincia a salire, saltando su, più su... Ho dovuto spengere la TV prima di diventare vivo una volta ancora, comunque, ho detto a me stesso, per soffrire megliò restare morto, come un sasso, come un sasso...
hare sasso hare sasso sasso sasso hare hare.
hare pietra hare pietra pietra pietra hare hare.
... E la salmodia continua "ad infinitum"... sono sasso, sono sasso... sasso che non soffre, sasso che non ha paura, sasso che non sente nulla, sasso che non sa pensare, sasso che non può amare, sasso che non scopa mai, che non fotte mai, sasso che non ride, sasso che non piange, sasso che non vive, sono sasso che non vede , sono pietra che non sogna, sasso che non vive, pietra che non sente mai.
hare sasso hare sasso sasso sasso hare hare.
hare pietra hare pietra pietra pietra hare hare.
Nessuna parola in più, nessun comento, tutto è stato ormai detto.
Ritornare.
Nessuno mi ha spinto a farlo, anzi, sono io che ho scelto di retornare anche se senza sapere esattamente perché. Forse soltanto che la solitudine ha vinto ancora una volta, e che il solito dolore mi ha riaperto la ferita mai chiusa. Dalla mia finestra, da lassù fronte a Torre Picasso, posso vedere questo Madrid cosí fredo e griglio di Febraio, in questa sera di domenica senza amore, e mi viene la tristezza, il pianto amaro di sapermi da solo, ma anche forse la speranza che mi fa aspettare la primavera dall'aria limpida e tiepida che accarezza la pelle nuda, proprio quella che non vuole tornare da me (dolore di più, nera sera che mi fa male, che mi sta ammazzando di tanto chidere al nulla dov'è l'amore che ho perso?) Cosí torno a pensare a te un'altra volta, vecchio ora come sono, e ti penso vecchio anche tu, e so che mai ce la farò, mica sono il tuo amore io, e non ti troverò mai nella mia braccia, mai la tua lingua nella mia boca di pazzo, lo so e lo sai, mai un altro bacio, mai un altro abbraccio, mai una'altra scopata, mai un altro giorno di felicità, io senza te, tu senza me, e muoio di dolore perché mi manca quella forza che mi davi tu, (ma come mi manca! oh dio!)... e poi, mi ricordo del mio blog dimenticato e inutile, dei miei amici italiani forse persi, purtroppo, per la mie cattiva testa, e mi viene la voglia di ritornare, di scrivere, di raccontare per sentirmi vivo... forse è già troppo tarde.
Nessuna parola in più, nessun comento, tutto è stato ormai detto.
Mihao (Ciao).
Finalmente mi faccio vivo. Sono tornato da poche ore dalla Cina. Fin da piccolino sognavo andarmene a Cina, non potevo imaginare niente più lontano e diverso dalla mia povera vita. Cina! dicevo, se un giorno dovessi sparire venite a cercarmi lì mi troverete sicuramente. Allora sono stato perso proprio lí, in Cina, vabbè, nella municipalità di Pechino (Beijing) che anche se è una municipalità veramente grande (Ha una superficie di 16.808 km² e una popolazione di 15 milioni circa) è soltanto una piccolisima parte della Cina... ciò si capita. Sono stato per cinque settimane, ma alla fine pensavo cher erano ormai anni vivendo tra cinesi. Prima sono stato proprio a Pechino (la città di Beijing) per quasi una settimana e poi sono partito per il mio vero destino, la città di Miyun (Mìyúng Xiàn scrito in pinyin) un territorio molto montagnoso e più vicino alla Grande Muraglia (beh, a un pezzo di quella). Qui sono rimasto per quattro settimane a lavorare (si, si, a lavorare, non ero in vacanze) mangiando anatra alla pechinese, tofu, riso e tante altre cose che non so neanche dire, e cucinati in altri mille modi diversi, bevendo cha (tè) a qualsiasi ora (un buonissimo tè verde senza zucchero) ma anche birra tsingtao (la più conoscita nel estero) o Yanjing (una birra locale ma buona veramente, una gradevole sorpresa) o forse quel vino bianco di riso che si beve colpendo il vechiere sul tavolo (come per fare 'cin cin') e urlando gambei! (alla goccia!)... Veramente un altro mondo. Dal Sabato fino a oggi sono tornato a Beijing, per prendere l'aereo che mi ha portato a Madrid. Peccato che tutto è finito ormai.
Bestiario imposibile: Chimera.
Raccontare sul nulla, del niente, col nulla, senza niente di interessante da dire. Sei tu chimera dei miei sogni. E dalla tua testa di leone, dall'orribile bocca vomiti spaventose fiamme che mi bruciano dentro, che riducono tutte le mie idee in cenere, che mi fanno diventare nulla. E la tua testa di Capra che mi guarda senza vedermi, con quello sguardo smarrito, nutrito di nulla, perso nel vuoto, proprio quello che mi fa cadere giù, sul niente, cantesimi arcani che mi convolge in maniera assurda e dei quali non so defendermi nel attimo preciso che la tua coda di serpente, vipera conosciuta di veleno desiderato, mi tormenta. Tu, mia Chimera di morte che mi rovina, che mi cancella, che mi fa essere nulla, più meno di niente, il semplice nulla di niente... l’unico vero.
Bestiario imposibile: Vipere.
Sono da solo, io. Sei da solo, tu. Benché è possibile che ci incontriamo nello stesso letto solo a scopare ancora una volta, lasciandomi sfiorare il tuo splendido corpo che mi offri come un dono impossibile. Toccare te, tenere te, baciare te. Poi mi fermo dentro te, profondo come delle ferite tagliate dalla lama d’acciaio di un coltello a serramanico, a non pensare nulla, a godermi quel momento anche se non posso capire perché mi fa paura e il mio corpo resta freddo ancora, e provo dei brividi di dolore immenso. Fammi impazzire di piacere, ti chiedo urlando, e poi dimentica me. Adesso posso vedere la tua lingua viperina leccandomi le ferite dal tuo morso mortale e nello steso tempo sento scorrere il tuo veleno nel mio sangue ancora caldo... Finalmente chiudo gli occhi e mi lascio scivolare nel letto mentre pian piano sparisci.
Sparire
A volte vorrei sparire d'un tratto. Morire ancora una volta in questa stupida virtualità non cercata che sa benissimo come ammazzare l'anima - di un solo colpo suicida - pur sapendo magari di dover soffrire di nuovo. Ormai non pensavo di tornare a scrivere, stanco di tante bugie mai dette. Spesso mi ho detto di lasciare perdere il blog, di non camminare più la strada sbagliata dei miei sentimenti, di smettere la ricerca di quel punto imposibile nel mio ricordo dove mi sono perso, come un naufrago senza un mezzo di salvazione, senza ritorno possibile. Oddio! come mi fa male la notte, i sogni che non riesco a fare, il buio che non posso spegnere, la luce che non posso accendere, silenzi pensati e ricordi cattivi che bruciano nella testa. Poi devo scrivere, dopo tanti giorni sparito, e devo farmi sentire, quindi salvarmi un'altra volta. Guardo indietro: Rimane soltanto il dolore, la ferita mai richiusa, la solitudine pesante, come ultima conclusione inutile...
Non tacere
Non avessi voluto ritornare a parlare. Avessi voluto restare muto. E allora?. Forse meglio parlare, non tacere, buttare fuori i fantasmi, o forse nasconderli nello più profondo di questo inutile blog, anche se non c'è niente veramente importante a dirti, anche se non c'è nulla che voglia dirti. Nulla. Preferisco dimenticare. Scivolo sulle cose quotidiane per non pensare a te, credendo che così non soffrirò più. Scivolo lento sui pensieri dormiti, tentando di non svegliarli e che non mi feriscono, senza che risorgono per farmi provare più dolore nell'anima, quella che mi lascisti tutta persa e rovinata per tutto quello che ho pianto e ho desiderato, per non potere accontertarti, per non potere trattenerti. E riesco, finalmente e non so bene come, far passare il giorno, nel ufficio sporco e buio che mi annoia, nella trattoria che mi ingrassa ma non mi nutrisce, nella palestra che mi stanca, dove voglio stancarmi, e non pensare così nella mia vita, e poter cosi dormire, soltanto dormire e non pensare a te, nell'assenza di te che tanto mi fa male, fino a domatina, dove finisco scivolando sulle cose quotidiane per lasciar passare la vita... Dimenticarmi di te non posso anche se ci voglio.
Nuova faccia.
Ero diventato muto, non avevo bisogno di dire più nulla, volevo restare zitto per sempre. Non trovavo parole dentro di me forse perche finalmente l'anima mia era vuota, senza sangue, né dolore, né amarezza, né amore, né odio, solo qualcune immagine di fiori salivano dallo spiritu per mostrare che era ancora vivo. Ma capitano cose forse assurde che fanno cambiare scenario. Non so ancora bene che cosa è accaduto nel sito web dove avevo tutte le mie fotografie, le mie musiche, le immagini che usavo nel mio blog, ma sono sicurissimo che finalmente ho perso tutte le cose che ho messo lì. Non posso adesso offrire un po' di musica, né il mio caro dipinto di Caino, né la bandiera della pace, neanche il piccolo triangoletto multicolor che sembrava la nostra bandiera rainbow, tutte perse nel vuoto della rete, tutte sparite in un attimo. Comunque ho cambiato template, anzi ho dovuto modificare la sua faccia. Non mi piace troppo l'effetto risultante, ma dovrò accontentarmi perché adesso non ho tempo di cercare qualcun'altra più bella e più pesonale... Bah! è semplicemente un blog, non la mia vita.